Fare coworking significa, prima di lavorare nello stesso spazio, fare rete.
In buona sostanza quello che si fa è associare la propria professione a quella di altri creando sinergie e rapporti di lavoro complessi e duratori. E’ chiaro che vi deve essere, di fondo, un elemento comune, uno scopo, che possa mettere in relazione (più o meno forte) i vari componenti abitanti dello spazio di coworking.
Se associarsi può risultare dopotutto semplice, trovare il giusto mix di relazioni e compromessi non è altrettanto semplice. Molto spesso gli spazi di coworking sono fatti di persone che non si conoscono e continuano a non conoscersi in quanto non adatti ad una vita sociale e quindi associata ad altri. Se da un lato gli intenti iniziali possono essere nobili e disponibili dall’altro si incorre spesso nell’errore di ritenersi comunque un singolo, rispetto alla complessità del gruppo di lavoro stesso. Ognuno quindi “fa’ da se e per se”.
Non è facile quindi associare la propria professione a quella di altri, cosi come l’associazione stessa di idee che possono nascere da un componente del coworking e contaminarne la creatività di altri. Fare coworking significa prima di tutto essere disponibili verso gli altri ma anche investire su un gruppo di persone associate facendo rete e networking territoriale.





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